Camera di sicurezza Caracas 17/06/10

Le scale sono azzurro-celeste come quelle del balneario di Noli dove quando bambino andavo in vacanza quindici giorni non più/ e portavano a quelle terrazze lanciate tra spiaggia e mare/Qualcosa non torna/ il cielo che si stagliava azzurro è nero mal dipinto luci rotonde bianche neon piastrelle alle pareti di un beige reso evidente da nere fenditure che non riesco ancora a trovarle sessualmente attraenti/ il pavimento righe nere evidenziano mattonelle un tempo forse marroncine forse color sabbia/ Le sbarre sono di ferro lucido di mani sporche non arriva odore di salmastro ma di piscio lasciato lì ad annegare l’anima/ Non sono a Noli quindi sono ancora a Caracas/ le piastrelle finiscono di fronte al bagnasciuga della cella di sicurezza metro 1,78 x2 / mi ritorna il dubbio d’essere in spiaggia/ Il clangore del lucchetto apre l’orizzonte/ “El Chino” ben tarchiato è accusato di resistenza all’arresto come me/ gli occhi di crack che scrutano ogni millimetro di cella sono di un tipo che trovata la nipote a scopare ha deciso di cospargerla di benzina e darle fuoco/ cosa da niente dice/ e si rinchiude per il troppo sole. Un ragazzino 15 anni ha violentato e accoltellato una ragazza/ è solo stato un malinteso/ gli altri due si sono fatti beccare rubando un Blackbarry/ E lei che fa qui? È un professore dice uno dei due Blackbarry/ ha fatto resistenza all’arresto ad un certo punto della giornata eravamo entrambi ammanettati alle sbarre di una porta solo un paio d’ore in piedi per una piú che piacevole conversazione mentre i poliziotti scrivevano i loro rapporti/ Professore di che? D’Italiano Davvero? Prof, come si dice in italiano lamame la totona/ leccami la figa ho di nuovo il dubbio d’essere in spiaggia/ Vorrei poter resistere ma devo pisciare/ prendo con le mani il secchio da pittura che condividiamo con la cella di fianco attraverso un bottiglia di coca cola/ bevi la coca cola che ti fa bene tagliata quasi a meta e di traverso per raccogliere le eventuali perdite come le gocce di dignità che cadono sulla punta delle scarpe/ e una cosa è certa per 16 ore non potrai cagartela/ immagino la coda per entrare al bagno in spiaggia a Noli ma qui non c’è coda né bagno solo la speranza di non avere diarrea.

Dalla denuncia/ Oggi lui ossia io si è presentato nella scuola per presenziare uso traduzione letterale dallo spagnolo del Venezuela le prove orali ed è cosa certa che anche se le stesse sono pubbliche, solo è permessa la presenza autorizzata dall’Istituzione o dai rappresentanti o dagli alunni/ bisogna respirare zaffata d’ammonio urico e non m’importa se non esiste è quello che si sente. Groucho guarda/ ride/ di un tipo strambo che parla di bambini onestà educazione memoria ed un poquito di dignità sembra uno dei miei testi commenta/ Non è un buon inizio però Martin Mistere non ha mai superato a Dylan Dog e Belascoarán Shayne non esce dal DF/ beccati Dylan Dog per capire che sto facendo rinchiuso qua dentro? In quel momento “El Chino” professore non lo pensi tanto domani siamo fuori domani oddio è arrivato improvviso il tempo quante ore sono passate da quando sono rinchiuso immagino in negativo e spero in grande/ Non sono neanche le sette dice “El Policia” poliziotto vero che durante i 45 giorni d’investigazione per omicidio rimane rinchiuso nella stessa “stanza” l’umanizzazione forse salva la dignità con lui vengono rinchiusi i minorenni per lo meno li protegge e mi sembra giusto/ Si alza sull’amaca fatta di lenzuola strizza l’occhio fa il segno della pistola chick o clic sono passati già ventiquattro giorni e non hanno una prova. Dylan mi guarda perplesso Groucho dice di aver capito tutto e questo un po’ mi rassicura/ “El Chino” apre una busta lanciata dalle due detenute del momento mi dispiace per il pubblico ma non ho ne nomi ne facce da ricordare il cielo è sempre più blu. El Chino apre una specie di mezzo sandwich ed ognuno ha il suo boccone ed arriva anche un sorso d’acqua abbiamo mani sporche e luride mani di merda che sanno a merda. Leggero entra nella scena un gatto magro come la fame delle sbarre mentre una cucaracha segue odori aromatici nelle fenditure nere del pavimento uno scatto scarafaggio scafato è troppo per un gatto dall’energia di un solo attacco che afferra zaffata d’urina mossa da un aria quasi immobile/ le zanzare si fanno la doccia ferme in volo che sia una del denghe e facciamola finita Groucho mi scuote El Chino prof non ci pensi/ arriva il mangiare magari sua moglie Mariana… Mariana Mariana. El Chino deve mandare un messaggio e si mette a scrivere. La denunciante rese manifesto di non essere mossa né da falsità né maliziosamente.

Come se da sempre fossi appoggiato a queste sbarre trovo quasi una posizione comoda ergonomica di sbarra e testa reclinata/ El Chino continua a scrivere e l’invio delle missive non è delle migliori si fanno pallottole di carta e si cerca di lanciarle il più vicino al buco delle detenute/ l’altra ha ingegnato un barattolo legato ad una corda e l’interscambiarsi di messaggi è frenetico/ Oye Chino scrivi più di me che sono professore/ ride mi guarda e si rimette a scrivere/ Prof? dimmi hai bisogno di shampoo?/ troppo poco capello ho/ tutti ridono capisco cos’è lo shampoo e dal buco più lontano prof  te la metto in culo / porcaputtana non mi dire che ti piacciono le vecchie?/ Ridono e rido anch’io/ El Chino tranqui man domani a quest’ora mi offri una birra/ Arriva dal buco delle donne un giubbotto ma fa un caldo bestia/ El Chino l’afferra e se lo porta al naso scrive un messaggio come in preda ad una visione-furore/ mi allontano è uno dei blackberry di appena 16 anni mi chiede se come minorenne e primo furto lo lasceranno libero/ in verità intuisco quello che dice tra la paura e la lingua del barrio sapessi dirti perché sono qua forse potrei darti una risposta/ Groucho sta cercando una versione inglese del codice penale venezuelano/ Gli occhi si spostano sul Chino completamente addossato alla parete sotto il naso il giubbotto e sotto anche le mani ha gli occhi semichiusi però mi fa capire di avvicinarmi devo fare un passo e lo faccio/ seguo la punta delle sue pupille e finisco nella vagina di una delle donne con un dito che sembra una saetta di piacere/ mi tocca appena la gamba mi allontano faccio un altro passo/ Assicuro che è stato disgustoso i problemi tra lui come professore e la scuola/ non li conosco/ il suo atteggiamento è stato molto aggressivo io ero con mia figlia lì nella scuola afferma la rappresentante legale e testimone della vittima ossia la scuola/ Arriva lieve lieve come odore a libertà l’acido urico cerco il suo aroma nelle fenditure degli strati di merda su cui cammino/ El Chino ha lasciato cadere le braccia e mi guarda dicendomi tra una settimana esce verrò ad aspettarla/ la mia fidanzata secondo te ho il dito della mano rotto? Il cielo è nero le luci accese e non ho sintomi di diarrea Dylan si prepara un the

Finalmente Dylang sembra avere un’espressione acuta gli occhi seguono fissi il percorrere rapido e chissà perché però schifoso di alcuni scarafaggi la parte di sopra delle mattonelle l’ultima linea prima degli indefiniti colori sfaldandosi l’uno all’altro è di un colore differente più scuro però gli scarafaggi sembrano giocare a nascondino tra i due colori e chissà che ora sará? Mi autodenuncio per millantato credito, falso in atti d’ufficio e altri reati che mi vengano ascritti nel corso dell’indagine/ Tutti i reati da me commessi riguardano la preparazione all’esame di terza media degli alunni della suddetta scuola/ Privo di laurea, e quindi senza abilitazione all’insegnamento, senza essere iscritto all’Aire, senza avere un contratto, sono stato presentato, nella commissione d’esame di cui ho fatto parte senza nessun requisito di quelli richiesti sia dalla legge italiana che venezuelana/ El Chino ha ripreso a scrivere ed anche uno dei blackbarry ha trovato chi lo desidera/ però ha un tiro pessimo e con una specie di panno cosi unto da friggerci le patatine il più magro ed il più alto e con il braccio più lungo si deve quasi stendere pancia sotto e lanciare quest’ultima sindone d’umanità vivente ad afferrare la pallina di carta odorante intime umanità/ sempre sono stato il più alto ed il più magro e mia madre dice che ho le braccia che sembro una scimmia/ sai se la fregano sulla figa il mio sesso è impietrito completamente molle sfatto/ Silenzio Groucho sta pensando ed accende un sigaro con aria eccitata cosa non darei per una sigaretta? Mi guardo intorno e penso questo inizia ad essere un problema vorrei recitare a memoria tutti i verbi irregolari del Pechinino ma mi devo concentrare/ è arrivato il pacco da mangiare del Chino è una specie di arepa gigante grondande d’olio mi mangio il mio boccone e stringo il culo/ La denunciate dichiara alla Polizia che si stava facendo la prova del piano di studi fissato dal consolato italiano. Minchia u’ console è lo coordinatore didattico mamma mia bella/ no niente da fare non riesco a trasformare la arepa in una pizza e mi rifugio in dei tacos fatti male/ Prof te ne voglio regalare una inizia a sbattere contro le sbarre violentemente il rumore e straziante più della voce continua così per quindici minuti inframezzando coño de madre per tutti e chi può negarlo?/ Prima di ritrovarmi qui il mio certificato penale italiano e Messicano e d’ogni Paese in cui ho viaggiato era pulito anche se non ho nascosto i miei quindici anni d’eroina salvandomi per puro culo e da chi da una vita mi conosce per aver usato le comunità terapeutiche come riduzione del danno/ Arriva la poliziotta a tre metri dalle sbarre dice sei già andata in bagno alle sei niente fino a domani/ E se ne va rumore di lucchetti e non ha detto nemmeno l’ora.

Adesso dalla finestra vedo l’Ávila bagnata lentamente da una pioggia fine e il rumore delle auto ricorda lo sciacquio delle onde sugli scogli non di Noli ma di Riva Ligure e non ho più otto anni ma venti e passa e faccio il toxico-lavoratore-sociale nel Sert d’Imperia/ Nel frattempo ho fatto il cronista qua e là carta stampata e nella storia della televisione occupo uno spazio con il programma “Pronto Polizia” degli anni 90 è ancora al quattordicesimo posto per ascolti dalla nascita di Italia 1 lo so sono colpevole ho lavorato per Silvio Berlusconi devo per forza chiamarlo presidente? Chissà come si chiamava il presidente della commissione d’esame di stamane/ Il polso mi fa male ed è gonfio stringono le manette e poi se te le mettono con un braccio girato fa ancora più male e se poi cerchi di tirar fuori il telefonino e di farlo funzionare rinchiuso nel portabagagli di una pattuglia la cosa si fa dura pero devo chiamare Mariana. Mariana…Mariana/ è arrivato il mio pacchetto di viveri la paura s’impadronisce di me sento che sto per scoppiare a piangere apro la piccola busta di nylon dentro c’è un panino di prosciutto e formaggio un pacchetto di crakers un succo di pera ed il mio nome scritto su un tovagliolo di carta/ non so cosa stessi immaginando come cena ma in quel momento quel cibo sembrava come un abbandono come se l’avessi perduta, un senso di vuoto riempito solo dall’odore dell’urina e dal masticare di un sol colpo il pezzo di ciascuno/ Conserva la busta potrebbe trasformarsi in un buon water dice rapido El Chino che mi guarda stupito e poi si può sopportare questo ma non di essere maltrattati si riferisce al suo alterco con il poliziotto come se passare per questo fosse non giusto ma normale niente acqua niente bagno stesi sulla merda o meglio seduti ed appoggiati alla parete mi gratto la testa in continuazione da 15 anni d’eroina non si esce ballando il fegato è a pezzi ed i meccanismi del sonno quasi perduti e tanti pero tanti lunghi silenzi rumorio continuo di un cervello che non smette di funzionare e tu che ne cerchi disperatamente il bottone per spegnerlo e solo mi rendo conto che mi sto coprendo di macchie rosse sulla pelle/ cazzo il primo fungo sopratutto le barriere immunologiche a parte l’età sono davvero disastrose/ Il gatto incuriosito mi guarda qualcosa non quadra i suoi baffi caspita è Groucho mentre Dylan si aggiusta il collo della camicia/ Guardate un po’ la sposa del prof  lo vuole magro gli ha mandato un pacchetto di crakers o forse giá non lo vuole Prof non ti preoccupare io ti do il mio di amore dice ridendo sguaiata una voce di donna che non è Mariana.

Che ora sarà? Mi sono tolto le scarpe ed ho cercato di usarle come cuscino ma sembro miele per tutti gli insetti che camminano per ogni parte e qui non ci sono mulatte per ogni punto cardinale come nella poesia Avanera di Mario Benedetti/ ma dove va questa testa tra il culo di uno dei blackbarry e il braccio ritorto dell’uomo fiaccola che dice di averla solo voluta spaventare con me ci riesce benissimo/ Sono già in piedi ma forse non mi sono neanche mai riuscito a sedere su questo pavimento d’escrementi e di vite buttate qua dentro giorno per giorno ora per ora/ prof ti va bene che oggi è giovedì al venerdì la cella si riempie/ dice il poliziapresuntoassassino e difensore dei minorenni rinchiusi, fino a 15 ne ho visti rinchiusi lì dentro intanto si sgocciola l’uccello sulla pratica bottiglia di coca cola con tutte quelle bollicine/ e qui fa un caldo becco e si muore di sete ma per chiedere bisogna dare non ci sono termini medi/ il tempo è immediato come immediati si vive a Caracas mancanza di prospettiva? Non avete ancora capito un cazzo allora sanno che non possono esistere e adesso lo so anch’io/ E se tutto questo è solo un gioco della mia mente un balzo felino a caccia di una falena mi riporta lo sguardo lungo la linea nera che corre furiosa e rapida come uno scarafaggio e mi ripeto perché sono qui/ Sono piú o meno le 11.40 quando chiudo lo sportello dell’auto di un ambasciatore del Sur che dice che mi aspetta per un progetto entrambi siamo tristi abbiamo perso un amico Marcos Tassino compagno di tango e Benedetti angolo per una speranza da condividere/ Due giorni prima gli avevo raccontato di aver visto il ritratto di suo fratello ucciso dalla dittatura nella sua città natale/ Ma sono rinchiuso in queste sbarre El Chino sorride stanco anche lui non riesce a dormire nonostante la detenuta questa si che sa lanciare lo abbia dotato di tutti i confort ossia un lenzuolino una copertina ed il sexy giubbotto del sesso un destino assurdo quasi crudele e chissà forse anche giusto ha deciso che dopo la prima della mia adattazione “Racconto del filo spinato” dell’opera incentrata sulla tortura attraverso un dialogo tra “Pedro y el Capitán” di Mario Benedetti io sia qui giá desnudato della mia dignità colpito nel profondo e affondato torturato senza tortura solo con l’assenza/ L’unica speranza che sento e nel pensare a Mariana però sento colpa nel pensarla avrei dovuto evitare tutto questo/ In verità non immaginavo che potesse finire con me qui anche se nell’intervista autodenuncia del 27 dicembre del 2009 quando il giornalista della testata http://www.notiziedacaracas.it  Piero Armenti mi chiedeva cosa volevo ottenere avevo risposto provocatoriamente che mi arrestino e adesso eccomi qua a camminare piede a piede e attraverso l’aumentare o diminuire il rumore delle auto che passano conto ore senza tempo

La cittadina Milazzo Scopazzo Patrizia Teresa Paola sottodirettrice della Scuola privata Bolivar Y Garibaldi afferma Lui ossia io è entrato nella scuola e per di più nell’aula dove si stava presentando la prova orale dell’esame di certificazione emesso dallo Stato Italiano che vorremmo che qualcuno avalli ciò che sostiene la signora Milazzo ndr lo cual causó che la stessa prova orale fosse interrotta con un conseguente trauma per l’esaminando/Uno dei direttori dell’Istituto le indicó al signor Nazzaro che doveva ritirarsi cosa a cui si è opposto allegando che poteva stare lí/ si dimentica la signora Milazzo che l’esame è pubblico? o viene sorretta da ottimi consiglieri e continuiamo a leggere dalla denuncia del 17 Giugno anche se non esco da questa cella fatta di odori insetti e zanzare e Groucho e Dylan sono stufi di prendere il the/ Il fatto che potesse stare lí che come ho detto prima non era corretto (si riferisce al mio stare lí) e a causa di ciò si è dovuta traslare la prova orale in un’altra aula e vista il negarsi del signor Nazzaro la direzione si è comunicata con il Consolato Italiano che ha suggerito di chiamare la Polizia / L’odore acre dell’urina si fa forte ed inizio a grattarmi sul gomito destro mi si è aperta un’ulcera e scrivo queste parole il 16 di Luglio eppure sento aumentare il rumore che viene da basso vuoi vedere che hanno scoperto che l’esame orale dello Stato Italiano è pubblico e vengono a liberarmi sembra un film di John Wayne / il console G. Davoli, quello che mi aveva ringraziato per aver svelato “la frode” resosi conto dell’errore mi viene a salvare ma non è così e non sono zoccoli di bisonti quelli che corrono per le scale ed irrompono nell’antisala delle celle uno con quei bastoni di metallo che si aprono e chiudono lo fa correre su e giù e sbriciola con un colpo alla parete il cuore di una mattonella una visione d’istante un punto bianco nel buio ma sono urla e tutti siamo in piedi/ il tipo del bastone segna i suoi passi a ritmo di colpi che spaccano il muro ma si può uscire di qui? Un paio d’insetti hanno riempito il buco bianco e da una cella escono in 12 ed inizia la perquisizione. Sono tutti in mutande schierati di fronte ad una linea che dovrebbe essere immaginaria ma segue una specie di autopista per insetti vari fanno la conta due volte e gli sequestrano l’antizanzare evviva il dengue e poi rientrano come formiche nel loro buco il rompimattonelle mi ha giá guardato due volte abbasso gli occhi e aspetto/ Da notare che nella denuncia il preside Claudio Milazzo Scopazzo della scuola non appare ma sono presenti come testimoni la madre Liboria il fratello Errol e la sorella Patrizia e l’avvocato rappresentante della scuola, non per questioni di contratto di lavoro sottolineerá di fronte alla giudice, ma per altri aspetti legali della scuola Bolivar e Garibaldi. Difficile mettere nero su bianco in documenti legali sulla Voce d’Italia giornale della Collettivitá invece si puó fare l’illegalitá della figura come Preside di uno della banda dei Milazzo

Da quest’anno ha una coordinatrice didattica che è Elvira Rizzo lo scorso anno nella commissione d’esame né Elvira né io ne Alessandra Aprile sapevamo che esistesse un coordinatore didattico magari cosí ci avrebbe spiegato come funzionava e su quali programmi e quali libri avremmo dovuto avere per poter fare lezione questo spiega perché non viene menzionata nella denuncia nessun altro commissario d’esame facente parte della Commissione. Gli scarafaggi sembrano puntare dritti verso il poliziottoomicida che le aspetta al varco sembra John Wayne ma piú simile a quello delle mie fantasie il console Davoli gli manca solo la cravatta giallopuntinata come queste piastrelle d’altro puntinate ma senza la firma Hermes/ L’odore dell’urina in alcuni momenti fa lacrimare tu dice il poliziottorompipiastrelle indicandomi con il bastone io domando teso io/ si tu che hai fatto e chi sei cosa ho fatto non l’ho ancora capito per il resto io sono il professore Antonio Nazzaro sono stato direttore della scuola d’Italiano dell’Istituto Italiano di Cultura a Caracas dell’ambasciata italiana nonché assessore culturale dell’addetto culturale dell’Ambasciata Italiana/ ho fatto lezione d’italiano e date conferenze nell’Università Centrale del Venezuela UCV , ho dato un seminario en la ex Armando Reverón oggi conosciuta come UNEARTE, ho organizzato dopo 15 anni di assenza una mostra collettiva di videopoesia italiana in collaborazione con il blog Nomadi Mondi nel Museo d’Arte Contemporaneo e organizzato un happening di giovani artisti venezuelani insieme al poeta Davide Rondoni tutto a spese del Centro Cultural Tina Modotti le cui attivitá sono state sospese per poter pagare gli avvocati è lunga una notte in un buco e non sai dove andare ma andresti in qualsiasi altro posto forse no anzi sicuramente no/ non tornerei sotto un ponte a farmi una pera meglio stare qui anche se mi fa fatica crederlo ed il poliziotto con una serie di sputi aggredisce gli scarafaggi che solo scartano rapidi come bufali in questa prateria di due metri per un metro e settantotto centimetri/ Un momento di fortuna Groucho sorride sotto i baffi Dylan segue impassibile come se giá sapesse guardo attentamente il poliziottorompipiastrelle e dico guardandolo negli occhi lei é stato mio alunno d’Italiano quando doveva diventare uno della scorta dell’ambasciatore d’Italia/ Ma allora é lei cosa vuole? un po’ d’acqua e una sigaretta dopo dieci minuti arrivano due bottigliette di the lo ringrazio e mi dice anche non ho trovato una sola sigaretta mi spiace Groucho quella del poliziottorompipìastrelle come alunno non ci crede e camminando in circoli mi dice vada avanti e lascia una scia di fumo di sigaro che qui sa a sudore merda e tanta forse troppa piscia/ Faccio notare dalla denuncia che: l’intervento della polizia si deve il presunto autore dell’illecito penale, in virtú che lo stesso si trovava dentro de la installazione dell’Unitá Educativa Bolivar y Garibaldi ubicato in via Araguare della zona Marquez, del Municipio Sucre dello Stado Bolivariano di Miranda, senza l’autorizzazione corrispondente. Questo vuol dire che la prova orale d’Italiano per il Console Davoli nonché consigliere della banda Milazzo e la vittima della denuncia ossia la scuola Bolivar e Garibaldi gode di un privilegio unico nella storia delle scuole italiane quello di poter fare gli esami ad inviti e non preoccupatevi qui ci sono scarafaggi che corrono piú veloci della legge ed il poliziottoassassino salta sulle ciabatte e gli rifila un calcio ma é una partita persa una cucaracha è giá passata dall’altro lato

Dalla denuncia fatta nel 2009 non é cambiato nulla alla Bolivar y Garibaldi a parte di aver trovato nella professoressa Rizzo chi potesse essere il coordinatore didattico della scuola nonché unica professoressa italiana della terza media/ a parte la matematica, infatti la diplomata della scuola italiana in Venezuela Augustín Codazzi a cui é stato tolto il finanziamento a favore della Bolivar y Garibaldi, Alessandra Aprile ha continuato ad essere professoressa d’italiano nella seconda media. I ragazzi anche se nessuno ci crede sono la vera vittima di questo pasticcio e le tre professoresse italiane che lavorano ancora oggi senza contratto e senza permesso di soggiorno/I ragazzi perché non hanno libri e non si riesce a capire come con lo stesso numero di ore possano completare sia il piano di studi venezuelano che italiano che é la base per ottenere il riconoscimento del titolo da parte dei due Stati/ Senza libri e senza professori è difficile sostenere un’esame uguale a quello che svolgono i ragazzi in Italia ma fino ad ora le soluzioni a questo problema si sono trovate in strani maneggi degli esami non ultimo il fatto che il Console Davoli abbia chiamato in consolato il commissario d’esami assegnato alla scuola media Bolivar y Garibaldi una vera e propria coincidenza la mattina della prova scritta d’italiano/ Dove siano finiti i finanziamenti pubblici erogati alla scuola in questione visto la mancanza del materiale didattico e l’illegalitá lavorativa dei suoi dipendenti vedi appunto il proprietario-preside Claudio Milazzo resta un mistero/ Una cosa certa dice uno dei blackbarry ne ho rubati undici prof e li ho rivenduti a mille bolivares quasi sempre a dei professori/ Hai capelli mezzi dipinti di giallo fa fatica a sostenere il discorso senza l’uso di modismi o meglio dello slang di Petare quartiere simbolo della assenza dell’essere esistenti arriva il suo pacco mi offre un platano refritto ringrazio ma passo/ e lei sta qui perché ha protestato ed ha fatto resistenza all’arresto il problema é che non dovevo essere arrestato ma poco conta qui siamo tutti uguali/
La storia finisce con la mia condanna a firmare per sei mesi presso il tribunale e un precedente penale. Il Centro Cultural Tina Modotti ha sospeso le sue attivitá le spese legali sono alte, sette giovani venezuelani hanno perso il lavoro, per far capire che ero nella Bolivar y Garibaldi perché la prova orale é pubblica e quindi ottenere la sospensione dell’obbligo di firma e poi la cancellazione dell’espediente penale in quanto non stavo compiendo nessun reato/ Ho la testimonianza scritta di due commissari d’esame che confermano che il direttore della scuola italiana Claudio Milazzo ha interrotto l’esame per mandarmi via/
Resta una notte passata in cella se cosí si può definire, ed uno scarafaggio mi sorride.

 

Voce narrante Ezio Falcomer

http://eziofalcomer.blogspot.it/

– Testo Antonio Nazzaro

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